La Natura del Trauma

di Gaia Civiletti (partecipante iscritta)

civiletti

Il racconto fotografico proposto vuole scrivere il luogo della Natura del Trauma a 41 anni dal Momento Zero quando ormai la Natura della Valle del Belìce si è trasformata: da un lato, la Natura si è ricomposta secondo la sua forza e le sue leggi intrinseche ricreando il Terzo Paesaggio (teorizzato dal “Giardiniere – Agronomo” Gilles Clément) abbandonando i margini e riappropriandosi degli spazi delle rovine; dall’altro, la Natura è stata pianificata dalla mano dell’Uomo che, dimentico del fertile giardino fruttuoso tipico del mediterraneo, la disegna a margine degli spazi urbani spesso delineando Non-Luoghi (teorizzati dall’Etnologo Antropologo Marc Augé).

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“Topografia del trauma, Geografia del locus”

di Francesc Muñoz, geografo e professore di geografia urbana, Universitat Autonoma de Barcelona

Il tipo di approccio che la geografia propone intorno al tema sui cui si costruisce il workshop, la ‘topografia
del trauma’, si struttura su tre linee principali di argomento:

  1. La geografia come cartografia
  2. La geografia come toponomastica
  3. La geografia come territorio

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“Topografia del trauma. Rifondare le città”

di Lucia Giuliano

A volte i flussi e le energie della natura trasformano in maniera traumatica un sistema urbano; sono fenomeni imprevedibili, incontrollabili, flussi generati nelle viscere della terra che modificano la forma del territorio e generano situazioni nuove. In questo scenario di distruzione l’architettura viene spesso chiamata in causa e lo spettro di soluzioni definite di volta in volta ha tracciato un grande paradigma progettuale di variazioni sul tema della distruzione a scala urbana e del recupero di intere porzioni di cittá.
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