Cartografia della memoria

di Micol Biondo, Gabriella Ferrua, Natalia García Fernández, Sergio Sanna (partecipanti iscritti)

I paesaggi ordinari dell’identità

Come punto di partenza del nostro studio consideriamo l’indivisibilità della Valle del Belìce nella relazione città-campagna. Già da una prima passeggiata si può capire che l’osservazione del suo paesaggio agricolo, un paesaggio comune, diventa più interessante per la nostra ricerca che la singolarità dell’osservazione della rovina in sé.

Non vogliamo guardare le rovine ma dalla rovina verso il suo confine. Guardare l’intorno che le avvolge, ciò che hanno guardato e quotidianamente continuano a guardare i suoi abitanti, ricordando. Questo il primo punto di partenza della nostra indagine.

Un territorio come questo, un paesaggio agricolo, ha la sua identità nella pratica ordinaria del lavoro, della sua economia. Il paesaggio produttivo e il suo patrimonio, la sua memoria atemporale, non dimenticata.

L’identificazione e il riconoscimento di questo territorio come proprio, sono sentimenti che esistevano nella valle anche prima del terremoto del 1968.

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Gibellina classe 1968/69

di Andrea Botto (partecipante invitato)

C’è chi ha parlato dell’artista paragonandolo ad un sismografo, perchè in prima linea a cogliere ogni minimo cambiamento che accade intorno a lui.
Ho pensato molto a questa definizione nei giorni che ho trascorso nella valle del Belice in Sicilia, sconvolta da un terremoto nella notte tra il 14 e 15 gennaio 1968, che portò morte e distruzione in buona parte dei centri abitati.

gibellina68©abotto

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Topo/Foto -grafia del Trauma

di Laura Cantarella

Il workshop propone un esercizio fotografico d’indagine e rappresentazione del territorio del Belice, luogo del terremoto e della ricostruzione. La fotografia si muove in un terreno comune a geografia ed analisi architettonica: un ambito consueto per la disciplina che, dal giorno della sua invenzione sino ad ora, si propone come sguardo sullo spazio antropizzato e costruito, incaricata di indagarne le superfici nella loro realtà temporale e pellicolare.
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