Seminario a Torino 22-23 gennaio 2010

Topografia del Trauma “work in progress”

Facoltà di Architettura. Castello del Valentino, viale Mattioli 39. Aula audiovisivi
http://www.polito.it/php/news/index.php?idn=2824&lang=it

venerdì 22 gennaio h 15.30 / 18.00
Presentazione della piattaforma di ricerca Topografia del Trauma, dei contenuti del workshop 1.0 svoltosi nel Belice a Settembre 2009 e presentazione del programma e dei temi di ricerca dell’edizione 2.0 del workshop previsto dal 28 agosto al 5 settembre 2010.

Intervengono:
Andrea Botto, fotografo
Gaspare Caliri, etnosemiologo dello spazio urbano, CUBE Bologna
Roberto Collovà, architetto e fotografo, professore presso la facoltà di Architettura di Palermo.
Alessandro La Grassa, direttore del CRESM di Gibellina (Centro di Ricerche Economiche e Sociali per il Meridione)
Alfredo Ronchetta, architetto, professore presso la Facoltà di architettura del Politecnico di Torino
Ferdinanda Vigliani, Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile.
Juan Alfonso Zapata, fotografo e architetto

Moderano:
Laura Cantarella, fotografo, professore a contratto presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.
Lucia Giuliano, architetto

sabato 23 gennaio h. 10.00 / h. 13.00
Sessione di lavoro aperta ai partecipanti del workshop 1.0 e ai preiscritti ed interessati al workshop 2.0

per informazioni: ttwp09@gmail.com

A cura di:
Laura Cantarella e Lucia Giuliano
Accademia Belle Arti Abadir, Catania
CISDA Centro interdipartimentale servizi didattici Architettura. Politecnico di Torino


Audiografia del Trauma

di Marco Lampugnani (partecipante iscritto)

spettro

cartografia > audiografia

Audiografia del trauma intende vagliare le possibilità del suono come medium per indagare il territorio del Belíce 40 anni dopo il terremoto. Oggigiorno la dimensione sonora dello spazio é fortemente minoritaria rispetto al predominio di quella visiva. L’obiettivo a monte dell’audiografia é dunque: cosa è capace di raccontare il suono che la vista non fa? Cosa é capace di raccontarci una lettura del suono del  Belíce?

Una considerazione evolutiva: mentre originariamente il nostro apparato di ricezione acustica era preposto soprattutto alla percezione della direzione da cui proveniva un suono (un predatore, un pericolo – l’ascolto direzionale) si é sempre più specializzato verso l’identificazione della fonte di un suono (un ascolto in certo qual modo più “visivo”). Con questa audiografia del trauma si vuole porre l’attenzione sulla dimensione morfologica del suono, quella cioé in grado di restituire informazioni spaziali circa le fonti. E a partire da questa metodologia desumere qualitá e processi in atto nei singoli luoghi, mettendoli a sistema tra di loro nel territorio del Belìce.

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Contadina della Storia. Giornale di scavo mentale

di Elena Rocchi (partecipante iscritta)

elena rocchi 5

download pdf: RocchiTTWP


Trauma Sociale_Trauma Tettonico

Abstract
di Rosario Andrea Cristelli (Partecipante iscritto)

Una sintetica ricostruzione letteraria come strumento di relazione tra le fasi “pre/post terremoto” nella Sicilia Occidentale, ed in particolare nella Valle del Belice, attraverso testimonianze edite ed inedite, indagando emergenza, ricostruzione, fondazione, rifondazione.
Dal “pre-terremoto” ad una riflessione sugli esiti del terremoto della “Valle del Belice” a quarant’anni di distanza dal tragico evento.

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Residenze analogiche

di Giulia Bonetto (partecipante iscritta)

“Quanto più piccola è la dimensione dell’abitato, tanto più forte è il sentimento dell’abitare.
La casa è del paese il cuore, il fondamento, riparo e ultima difesa. In quanto imago mundi, la casa è perciò essa stessa investita di una simbologia cosmogonica. L’abitazione è luogo ordito di culti e pratiche rituali, volti ad assicurare e ad offrire agli abitanti un orizzonte protetto. Ma la casa è anche unità di misura delle potenzialità economiche, valore materiale e patrimoniale, prezioso bene d’investimento e risorsa produttiva.”

Strada Maestra

Microsoft PowerPoint - topografia del trauma.ppt


I tre tempi del Belice – Morfogenesi e Persistenza

di Andrea Oldani (partecipante iscritto)

La riflessione che si vuole proporre attraverso questo contributo parte da una attenta riflessione condotta sui luoghi della Valle del Belice e sulle mutazioni che ha indotto il terremoto del 1968.

Belice rimanda a tre generazioni diverse che oggi convivono. A polverosi cumuli di materia accumulatisi dopo il sisma, memoria dell’interminabile scorrere di trenta secondi che hanno esaurito il codice genetico di intere generazioni. Al luogo primo della rinascita, oggi esteso mosaico di scale, muri, piastrelle. Ai sogni materializzatesi nelle nuove città, dove, la rassicurante domesticità dei vecchi centri ha lasciato il posto alla dilatazione degli spazi, al vuoto, allo smarrimento, allo straniamento.

aoldani
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Artroscopia di una frattura multipla

di Stalker: Lorenzo Romito, Giulia Fiocca, Michele Carpani, Matteo Locci. (partecipanti invitati)

stalker
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