Contadina della Storia. Giornale di scavo mentale

di Elena Rocchi (partecipante iscritta)

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Trauma Sociale_Trauma Tettonico

Abstract
di Rosario Andrea Cristelli (Partecipante iscritto)

Una sintetica ricostruzione letteraria come strumento di relazione tra le fasi “pre/post terremoto” nella Sicilia Occidentale, ed in particolare nella Valle del Belice, attraverso testimonianze edite ed inedite, indagando emergenza, ricostruzione, fondazione, rifondazione.
Dal “pre-terremoto” ad una riflessione sugli esiti del terremoto della “Valle del Belice” a quarant’anni di distanza dal tragico evento.

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Residenze analogiche

di Giulia Bonetto (partecipante iscritta)

“Quanto più piccola è la dimensione dell’abitato, tanto più forte è il sentimento dell’abitare.
La casa è del paese il cuore, il fondamento, riparo e ultima difesa. In quanto imago mundi, la casa è perciò essa stessa investita di una simbologia cosmogonica. L’abitazione è luogo ordito di culti e pratiche rituali, volti ad assicurare e ad offrire agli abitanti un orizzonte protetto. Ma la casa è anche unità di misura delle potenzialità economiche, valore materiale e patrimoniale, prezioso bene d’investimento e risorsa produttiva.”

Strada Maestra

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I tre tempi del Belice – Morfogenesi e Persistenza

di Andrea Oldani (partecipante iscritto)

La riflessione che si vuole proporre attraverso questo contributo parte da una attenta riflessione condotta sui luoghi della Valle del Belice e sulle mutazioni che ha indotto il terremoto del 1968.

Belice rimanda a tre generazioni diverse che oggi convivono. A polverosi cumuli di materia accumulatisi dopo il sisma, memoria dell’interminabile scorrere di trenta secondi che hanno esaurito il codice genetico di intere generazioni. Al luogo primo della rinascita, oggi esteso mosaico di scale, muri, piastrelle. Ai sogni materializzatesi nelle nuove città, dove, la rassicurante domesticità dei vecchi centri ha lasciato il posto alla dilatazione degli spazi, al vuoto, allo smarrimento, allo straniamento.

aoldani
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“Topografia del trauma. Rifondare le città”

di Lucia Giuliano

A volte i flussi e le energie della natura trasformano in maniera traumatica un sistema urbano; sono fenomeni imprevedibili, incontrollabili, flussi generati nelle viscere della terra che modificano la forma del territorio e generano situazioni nuove. In questo scenario di distruzione l’architettura viene spesso chiamata in causa e lo spettro di soluzioni definite di volta in volta ha tracciato un grande paradigma progettuale di variazioni sul tema della distruzione a scala urbana e del recupero di intere porzioni di cittá.
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