Trauma Sociale_Trauma Tettonico

Abstract
di Rosario Andrea Cristelli (Partecipante iscritto)

Una sintetica ricostruzione letteraria come strumento di relazione tra le fasi “pre/post terremoto” nella Sicilia Occidentale, ed in particolare nella Valle del Belice, attraverso testimonianze edite ed inedite, indagando emergenza, ricostruzione, fondazione, rifondazione.
Dal “pre-terremoto” ad una riflessione sugli esiti del terremoto della “Valle del Belice” a quarant’anni di distanza dal tragico evento.

Una sintesi narrativa sulla storia di questo territorio, sui fatti accaduti e sulle modalità attuate per reagire al doppio “Trauma”, “tettonico e sociale”. Certamente il “Trauma sociale” anticipava il “Trauma tettonico” del ‘68 che paradossalmente “poteva/doveva” essere il propulsore di una memorabile rinascita, non solo architettonico/urbana bensì economica e sociale per questa porzione di meridione ampiamente depressa ma profondamente pregna di energie, genio e qualità.

La Sicilia o Trinacria, come la chiamò Omero nell’Odissea alludendo alla sua forma triangolare, è l’isola più grande del Mediterraneo e da sempre complessità e contraddizioni hanno caratterizzato la sua storia. Lo testimoniano ampiamente le tredici dominazioni subite; una pluralità di culture che si fondono però in un’identità “aperta”, unica ma policentrica. Complessità e contraddizione appartengono quindi di eredità e di fatto alla Valle del Belice.

La denominazione Valle del Belice nasce intorno alla metà degli anni ’60, quando il progetto di diga sul fiume Belice diventa un progetto di zona, interessando una pluralità di Comuni della Sicilia occidentale, pur non esistendo realmente una vera e propria valle.

La Valle del Belice è un territorio fortemente segnato dalla memorabili vicende agrarie, dai problemi legati alla siccità, dalla povertà, dall’ignoranza, dalla mafia, dalla speranza della migrazione, dalle lotte contadine per la rivendicazione dei propri diritti, dalla partecipazione, dal terremoto, dalla distruzione, dalla solidarietà e dall’abbandono, dalle tendopoli, dalle baraccopoli, dalle ricostruzioni, dalle speranza delle nuove case, dalla speculazione.

14 paesi colpiti, 6 devastati, 4 rasi al suolo e rifondati. Un’attualità critica […]

Fiorella Cagnoni, Valle del Belice, Terremoto di stato, Moizzi Editore Contemporanea, Milano 1976, Cfr. pag. 23.

Advertisements


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...