Topo/Foto -grafia del Trauma

di Laura Cantarella

Il workshop propone un esercizio fotografico d’indagine e rappresentazione del territorio del Belice, luogo del terremoto e della ricostruzione. La fotografia si muove in un terreno comune a geografia ed analisi architettonica: un ambito consueto per la disciplina che, dal giorno della sua invenzione sino ad ora, si propone come sguardo sullo spazio antropizzato e costruito, incaricata di indagarne le superfici nella loro realtà temporale e pellicolare.

Inoltre la fotografia è stata e continua ad essere uno dei linguaggi responsabili dell’immaginario che si sovrappone ad un dato luogo, in grado quindi non solo di decifrare le ragioni e le caratteristiche del paesaggio (topografia materiale, incontro tra terra e cultura), ma anche di generare paesaggio (immagine, proiezione culturale).
Questa duplice declinazione del concetto ‘paesaggio’ ci invita a considerare la fotografia come sguardo operativo, prima che oggetto estetico.

Il trauma

Il workshop si propone di indagare la relazione tra il linguaggio fotografico e il trauma: esistono possibili sguardi al di là dell’indagine documentaristica e l’estetica della rovina, già esplorati?Si propone come punto di partenza la rappresentazione del trauma come spazio di possibilità, mondo aperto, non finito nudo, grado zero.

La campagna fotografica
La fotografia, dalle prime campagne fotografiche fino agli esempi più recenti è un lavoro allo stesso tempo individuale e collettivo. È quasi sempre individuale nella progettazione e nella realizzazione da parte del fotografo, ma si presenta spesso come un lavoro corale caratterizzato dall’integrazione di sguardi, linguaggi e tecniche. Il workshop ha come obiettivo la progettazione di un lavoro fotografico collettivo, oltre che individuale.

L’atlante
La relazione tra la fotografia di paesaggio e la cartografia è una relazione necessaria. Il fotografo si muove all’interno del mondo già scritto delle mappe. Cerca all’interno di codici linguistici molto diversi dai propri. Allo stesso tempo la creazione di mappe implica spesso l’uso di immagini fotografiche. I due linguaggi inoltre si trovano spesso a confrontarsi e negoziare spazi, editoriali e fisici.
Il workshop propone un survey geografico, architettonico e fotografico svolti contemporaneamente e soprattutto grado di alimentarsi l’un l’altro, con l’obiettivo di creare un atlante trasversale e multidisciplinare della valle del Belice.

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