“Topografia del trauma, Geografia del locus”

di Francesc Muñoz, geografo e professore di geografia urbana, Universitat Autonoma de Barcelona

Il tipo di approccio che la geografia propone intorno al tema sui cui si costruisce il workshop, la ‘topografia
del trauma’, si struttura su tre linee principali di argomento:

  1. La geografia come cartografia
  2. La geografia come toponomastica
  3. La geografia come territorio

1.  Geografia come cartografia

La cartografia non consiste solo nella rappresentazione in scala della realtà, ma comporta anche la
scelta della scala adeguata con cui si decide di rappresentarla e, di conseguenza, un lavoro di selezione
degli elementi da rappresentare. Il gioco diseguale tra visibilità e invisibilità inaugurato dallo sguardo
moderno, non puó sfuggire alla natura stessa della cartografia che é prima di tutto uno strumento di censimento
minuzioso della realtà e, in ultima istanza, di controllo oggettivo delle sue caratteristiche.

2.  Geografia come toponomastica

Il gesto di nominare un luogo corrisponde inequivocabilmente al momento dell’appropriazione dello stesso
da parte di una comunitá. Per questa ragione la toponomastica aggiunge alla topografia un contenuto
culturale e rivela la propria capacità di modellare il paesaggio o, a volte, di modellarsi su di esso. Più che
una ricerca storica in se, l’attenzione nei confronti dei toponimi rappresenta il riconoscimento esplicito
del locus come traduzione vernacolare delle diverse forme di abitare la geografia.

3. Geografia come territorio

La geografia in quanto approccio alla realtà, naturale o costruita, rurale o urbanizzata, si riferisce innanzitutto
all’ interrelazione tra elementi visibili e invisibili, evidenti e occulti, che danno forma a ciò che
chiamiamo territorio.
Peró, oltre la definizione semplificata di territorio, inteso come mero supporto fisico dell’attività umana,
esso si rivela attarverso un sistema stratificato di informazioni, morfologie e configurazioni ben diverso
da quello che ci raccontano sotto forma integrata i sistemi di informazione geografica e la cartografia
informatizzata.
Non si tratta infatti di layers sovrapposti l’uno sull’altro secondo un ordine logico, frutto di uno sforzo
cumulativo. Al contrario, i livelli di informazione che lo compongono si fratturano e si intrecciano fra
loro, generando una superficie in cui le pieghe e i frammenti, le rotture e le discontinuità fanno sì che
l’economia, la societá, la cultura e la politica siano parte di un tutt’uno poliedrico e disgregato, piú facilmente
comprensibile a partire da una topografia del trauma che della geometria del piano.

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