Novembre 11, 2009
di Marco Lampugnani (partecipante iscritto)

Audiografia del trauma intende vagliare le possibilitá del suono come media per indagare il territorio del Belíce 40 anni dopo il terremoto. Oggigiorno la dimensione sonora dello spazio é fortemente minoritaria rispetto al predominio di quella visiva.
Una considerazione evolutiva: mentre originariamente il nostro apparato di ricezione acustica era preposto soprattutto alla percezione della direzione da cui proveniva un suono (un predatore, un pericolo – l’ascolto direzionale) si é sempre piú specializzato verso l’identificazione della fonte di un suono (un ascolto in certo qual modo piú “visivo”).
Con questa audiografia del trauma si vuole porre l’attenzione sulla dimensione morfologica del suono, quella cioé in grado di restituire informazioni spaziali piú che cognitive.
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Tags: audiografia, cartografia, discontinuità, morfologia, paesaggio sonoro, soundscape, suono
Novembre 11, 2009
di Elena Rocchi (partecipante iscritta)

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Tags: Joseph Beuys, storia
Ottobre 31, 2009
Abstract
di Rosario Andrea Cristelli (Partecipante iscritto)
Una sintetica ricostruzione letteraria come strumento di relazione tra le fasi “pre/post terremoto” nella Sicilia Occidentale, ed in particolare nella Valle del Belice, attraverso testimonianze edite ed inedite, indagando emergenza, ricostruzione, fondazione, rifondazione.
Dal “pre-terremoto” ad una riflessione sugli esiti del terremoto della “Valle del Belice” a quarant’anni di distanza dal tragico evento.

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Tags: baraccopoli, complessità, contraddizione, diga, identità aperta, lotte contadine, mafia, migrazione, propulsore, rinascita, sociale, speculazione, tendopoli, tettonico, trauma
Ottobre 26, 2009
di Giulia Bonetto (partecipante iscritta)
“Quanto più piccola è la dimensione dell’abitato, tanto più forte è il sentimento dell’abitare.
La casa è del paese il cuore, il fondamento, riparo e ultima difesa. In quanto imago mundi, la casa è perciò essa stessa investita di una simbologia cosmogonica. L’abitazione è luogo ordito di culti e pratiche rituali, volti ad assicurare e ad offrire agli abitanti un orizzonte protetto. Ma la casa è anche unità di misura delle potenzialità economiche, valore materiale e patrimoniale, prezioso bene d’investimento e risorsa produttiva.”
Strada Maestra

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Ottobre 26, 2009
di Andrea Oldani (partecipante iscritto)
La riflessione che si vuole proporre attraverso questo contributo parte da una attenta riflessione condotta sui luoghi della Valle del Belice e sulle mutazioni che ha indotto il terremoto del 1968.
Belice rimanda a tre generazioni diverse che oggi convivono. A polverosi cumuli di materia accumulatisi dopo il sisma, memoria dell’interminabile scorrere di trenta secondi che hanno esaurito il codice genetico di intere generazioni. Al luogo primo della rinascita, oggi esteso mosaico di scale, muri, piastrelle. Ai sogni materializzatesi nelle nuove città, dove, la rassicurante domesticità dei vecchi centri ha lasciato il posto alla dilatazione degli spazi, al vuoto, allo smarrimento, allo straniamento.

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Tags: appartenenza ai luoghi, catastrofe, morfogenesi, persistenza, spontaneo, straniamento, tradizionale
Ottobre 26, 2009
di Gaia Civiletti (partecipante iscritta)

Il racconto fotografico proposto vuole scrivere il luogo della Natura del Trauma a 41 anni dal Momento Zero quando ormai la Natura della Valle del Belìce si è trasformata: da un lato, la Natura si è ricomposta secondo la sua forza e le sue leggi intrinseche ricreando il Terzo Paesaggio (teorizzato dal “Giardiniere – Agronomo” Gilles Clément) abbandonando i margini e riappropriandosi degli spazi delle rovine; dall’altro, la Natura è stata pianificata dalla mano dell’Uomo che, dimentico del fertile giardino fruttuoso tipico del mediterraneo, la disegna a margine degli spazi urbani spesso delineando Non-Luoghi (teorizzati dall’Etnologo Antropologo Marc Augé).
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Tags: ecotono, geografia del tempo, giardino mediterraneo, natura, nomadismo biologico, residuo, terzo paesaggio, topografia, trauma
Ottobre 26, 2009
di Andrea Botto (partecipante invitato)
C’è chi ha parlato dell’artista paragonandolo ad un sismografo, perchè in prima linea a cogliere ogni minimo cambiamento che accade intorno a lui.
Ho pensato molto a questa definizione nei giorni che ho trascorso nella valle del Belice in Sicilia, sconvolta da un terremoto nella notte tra il 14 e 15 gennaio 1968, che portò morte e distruzione in buona parte dei centri abitati.

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Tags: artista sismografo, cura, memoria, paesaggio, sacrario, sguardo, teatro, traccia
Ottobre 26, 2009
di Anna Tatulli e Francesca Tambussi (partecipanti iscritte)
Vita quotidiana e mappe, posti, attività informali a Gibellina. Indagine preliminare.

Gibellina, mappa Lynch
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Tags: attività informali, fenomeno, mappa, margine, nodo, ordinario, quartiere, straordinario, vita quotidiana
Ottobre 26, 2009
di Clara Cot (partecipante iscritto).

Cicatrici
Per la realizzazione dell’atlante che propone questo workshop ho indagato i seguenti concetti generali: Memoria, Trauma, Luogo. A un livello più concreto parlo di: Crepa – Edificio – Cucito – Azione – Segnalare – Atto simbolico – Cura
Durante il lavoro di campo ho cercato crepe, fessure in alcuni dei quattordici paesi danneggiati dal terremo del 1968 che devastò la Valle del Belice.
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Tags: atto simbolico, azione, crepa, cucito, cura, luogo, memoria, ricostruzione, traccia, trauma